Presse per impianti MRF: configurazione per flussi misti

Come scegliere la configurazione corretta per flussi misti di materiali riciclabili.

In un impianto MRF, la pressa deve gestire un flusso di materiali variabile, dal cartone ondulato da macero (OCC) e dalla carta mista al PET e alle altre frazioni plastiche.

La configurazione corretta non dipende esclusivamente dalla produttività nominale. Devono essere valutati anche la portata di alimentazione, la densità del materiale, la qualità delle balle, il sistema di legatura e l’integrazione con la linea di selezione.

Per chi gestisce l’impianto, la domanda principale è semplice: come si comporta la pressa quando la composizione del materiale cambia durante il turno di lavoro?

Balle di lattine in alluminio e cartone stoccate in un impianto MRF

Cosa deve gestire una pressa per impianti MRF

Flussi di materiali misti

Una Material Recovery Facility, o MRF, non alimenta la pressa con un unico materiale dalle caratteristiche costanti. L’impianto tratta diversi flussi di materiali riciclabili, spesso con proporzioni variabili durante la stessa giornata di lavoro: OCC, carta mista, cartone, PET e altre plastiche.

Ogni materiale si comporta in modo diverso all’interno della camera di compattazione. L’OCC e il cartone possono essere voluminosi in corrispondenza dell’apertura di carico, ma tendono a compattarsi in modo prevedibile. Le bottiglie in PET entrano nella linea con una bassa densità apparente e richiedono una compattazione controllata per formare balle stabili. La carta mista può invece variare in base alla provenienza, all’umidità e alla composizione.

Per questo motivo, una pressa destinata a un impianto MRF deve essere scelta in funzione del flusso effettivo dei materiali, non soltanto della loro denominazione.

Pressa Macpresse MAC 111/1 in un impianto di selezione con balle di materiali riciclabili in uscita

Apertura di carico, volume della tramoggia e sistema di taglio

In una linea di selezione, l’apertura di carico e il volume della tramoggia incidono direttamente sulla continuità del processo. Determinano la capacità della macchina di ricevere materiali voluminosi senza rallentare la linea o richiedere movimentazioni manuali non necessarie.

Anche il sistema di taglio svolge una funzione determinante. Quando nella tramoggia rimane materiale in eccesso, la pressa deve tagliarlo e compattarlo senza interrompere il ciclo. Se questa parte della macchina è sottodimensionata, la pressa può diventare il collo di bottiglia dell’intera linea.

La produttività non coincide con la sola capacità nominale

Le variabili che determinano la produzione effettiva

I dati di produttività sono utili, ma non descrivono da soli il comportamento reale della pressa. La produzione effettiva dipende da diverse variabili:

  • portata di alimentazione;
  • densità del materiale al punto di alimentazione;
  • contenuto di umidità;
  • modalità di riempimento della camera di compattazione;
  • tempo di ciclo;
  • formato della balla;
  • configurazione del sistema di legatura.

Un flusso di plastica leggera non si comporta come la carta mista. Un flusso voluminoso di OCC non si comporta come una frazione di carta più regolare. La stessa pressa può quindi raggiungere produzioni orarie differenti in funzione del materiale alimentato.

Perché le variazioni del materiale sono importanti

In un impianto MRF, la composizione del materiale può cambiare continuamente. La scelta della pressa non può quindi basarsi soltanto sul dato massimo espresso in tonnellate all’ora.

La domanda corretta è: la pressa riesce a mantenere stabile la linea quando cambia il materiale in ingresso?

La risposta dipende dalla configurazione complessiva: sistema di alimentazione, camera di compattazione, sistema di taglio, contropressione, prestazioni del circuito idraulico e gruppo di legatura. La potenza dei motori e la forza di pressatura sono parametri importanti, ma rappresentano soltanto una parte della valutazione.

La qualità delle balle incide su stoccaggio, trasporto e movimentazione

Densità, dimensioni e stabilità

Quando esce dalla pressa, la balla diventa un’unità logistica. Densità, dimensioni e stabilità determinano il modo in cui può essere movimentata, stoccata, impilata, caricata e trasportata.

In un impianto MRF, questo aspetto assume particolare importanza perché le balle non si comportano tutte allo stesso modo. Una balla di OCC, una balla di PET e una balla di carta mista possono presentare caratteristiche e requisiti di movimentazione differenti, anche quando provengono dalla stessa linea.

La qualità della balla incide quindi sulle prestazioni della pressa e su tutte le fasi successive, dal piazzale al magazzino fino al trasporto.

La logistica a valle

La destinazione finale del materiale deve essere considerata nella configurazione della pressa.

Quando il materiale viene inviato direttamente a una cartiera o a un altro impianto di recupero, il formato della balla e il materiale di legatura devono essere compatibili con il processo di destinazione. In caso di stoccaggio o spedizione, diventano prioritari la densità e la stabilità delle balle. Per i flussi destinati all’esportazione, l’efficienza di carico può incidere direttamente sul costo per tonnellata.

Le presse Macpresse producono formati di balla adatti ai principali sistemi di trasporto, compresi camion, container e carri ferroviari.

Sistema di legatura: un componente tecnico con effetti operativi

Configurazione dei fili e destinazione del materiale

Il sistema di legatura viene talvolta considerato una specifica secondaria. Nelle applicazioni MRF deve invece essere incluso nella configurazione tecnica della linea.

La scelta del materiale di legatura e del numero di fili incide sulla stabilità della balla, sulla movimentazione e sui costi operativi. Deve essere definita in base al materiale trattato, al formato della balla e alla sua destinazione finale.

I sistemi di legatura orizzontale Macpresse possono essere configurati con filo monofilamento plastico, filo di acciaio e differenti disposizioni dei fili. Su alcuni modelli delle serie MAC 110 e MAC 111 sono disponibili configurazioni a 5+3, 5 o 4 fili.

Questa flessibilità è utile negli impianti che devono gestire diversi flussi di materiali riciclabili. Il sistema di legatura non dovrebbe essere selezionato come opzione standard, ma definito insieme agli altri componenti della linea.

Per approfondire questo tema, leggi il nostro articolo sul filo di legatura in PET per balle di carta da macero.

Balle di plastica pressata stoccate in un impianto di selezione e riciclaggio

Presse Macpresse per applicazioni MRF

Le applicazioni MRF possono richiedere configurazioni differenti in base al mercato, al layout dell’impianto, al flusso dei materiali e alla produzione richiesta.

La scelta del modello deve quindi partire dalle condizioni operative dell’impianto e non da una singola configurazione standard.

MAC 110AS/1

La MAC 110AS/1 è una pressa orizzontale automatica ad alta capacità, progettata per impianti che gestiscono grandi volumi di materiali riciclabili e CDR/CSS.

È indicata per carta mista, cartone, PET e CDR/CSS. L’ampia tramoggia di carico facilita l’alimentazione dei materiali voluminosi, mentre il formato delle balle è adatto allo stoccaggio e al trasporto su camion, container e ferrovia.

Vai alla pagina prodotto della MAC 110AS/1.

MAC 111/1

La MAC 111/1 è progettata per il trattamento di materie prime seconde, con applicazioni su linee dedicate a OCC, PET, carta mista e CDR/CSS.

È adatta agli impianti che devono gestire materiali differenti all’interno dello stesso processo di pressatura e formazione delle balle.

Vai alla pagina prodotto della MAC 111/1.

Integrazione con gli impianti di selezione

Nelle applicazioni MRF, la pressa deve essere considerata come parte integrante della linea di selezione, non come una macchina isolata.

Nastri trasportatori, punti di alimentazione, automazione, movimentazione delle balle e spazio disponibile condizionano la configurazione finale.

La progettazione deve partire dal flusso reale dei materiali all’interno dell’impianto, non da un elenco standard di modelli.

Per valutare una configurazione destinata a un impianto MRF, è necessario analizzare i materiali trattati, le portate, il layout della linea, il sistema di alimentazione, il formato delle balle e la loro destinazione finale.

Balle di carta bianca pressata stoccate in un impianto di riciclaggio
La stessa pressa può trattare sia fibre sia plastica in un impianto MRF?

Sì, se la macchina è configurata per lavorare con più materiali. I principali elementi da valutare sono l’apertura di carico, il sistema di taglio, la contropressione, il comportamento del materiale nella camera di compattazione e la configurazione del sistema di legatura.
Una pressa selezionata per un unico flusso di materiale potrebbe non essere adatta a un impianto MRF con flussi misti senza una configurazione specifica.

Perché la produttività effettiva cambia da un materiale all’altro?

Perché densità, umidità, forma del materiale e modalità di riempimento della camera cambiano da un flusso all’altro.
PET, OCC e carta mista non vengono alimentati, compattati e legati nello stesso modo. La produttività nominale è un dato di riferimento, ma la produzione effettiva dipende dalle caratteristiche del materiale in ingresso.

Quali parametri tecnici sono più importanti nella scelta di una pressa per MRF?

I principali parametri sono l’apertura di carico, il volume della tramoggia, il tempo di ciclo, la forza di compattazione, la contropressione, il sistema di legatura e l’integrazione con la linea di selezione.
La capacità nominale rappresenta un punto di partenza, non l’unico criterio di scelta.

Perché la qualità delle balle è importante dopo la compattazione?

Perché la balla deve essere movimentata, stoccata, impilata, caricata e accettata dall’impianto di destinazione.
Una balla instabile, troppo leggera o non adatta ai requisiti di trasporto può creare problemi dopo l’uscita dalla pressa, anche quando il ciclo di compattazione è stato completato correttamente.