3 ragioni per convertirsi all’Economia Circolare

Un nuovo modello economico è possibile e necessario, oggi più che mai. I cambiamenti climatici sono sotto i nostri occhi, con conseguenze disastrose sull’ambiente e per i popoli della Terra. Non possiamo più rimandare.

E’ arrivato il momento di invertire la rotta e scegliere un modello economico sostenibile per il pianeta e per le future generazioni: passare dall’economia lineare all’Economia Circolare.

In questo articolo presentiamo tre ragioni per adottare i principi di questo nuovo modello e a conclusione riportiamo la nostra esperienza: un impegno quotidiano per tradurli in realtà.

Perché adottare i principi dell’economia circolare?

1 – E’ ORA!

Il tempo è scaduto, bisogna agire

Quello del 2015 è stato un “autunno caldo” per il Clima Mondiale. L’11 dicembre si è conclusa la Conferenza ONU sul Clima di Parigi, dove 195 Paesi si sono riuniti per raggiungere un nuovo accordo che porti ad una riduzione delle emissioni e ad un rallentamento del riscaldamento globale. Negli stessi giorni, il 2 dicembre, il primo vice presidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, ha lanciato il nuovo pacchetto per l’Economia Circolare:

L’Europa è da tempo in prima linea nella lotta contro il cambiamento climatico e nella promozione di un uso responsabile delle limitate risorse del pianeta. Ma è necessario fare di più. Una delle sfide che ci attendono consiste nel far passare la nostra economia da un modello “lineare” a uno “circolare”. Molte risorse naturali non sono inesauribili. Pertanto è necessario cambiare la mentalità “prendi, costruisci, usa e butta via”, che pervade gran parte della nostra economia.

  • (fonte E’ giunto il momento che l’Europa passi a un’Economia Circolare,  Frans Timmermans, Repubblica.it)

Cambiare rotta è ancora possibile, ma è una scelta ormai improcrastinabile.

2 – E’ “INTELLIGENTE”

Un modello più redditizio e strategico per i Paesi dell’Unione Europea

L’economia lineare si basa su un processo che parte dall’estrazione della materia prima, passa per la produzione di beni e si conclude con la produzione di rifiuti da portare discarica. E’ un processo “dalla culla alla tomba”, molto costoso sia in termini economici che ambientali.

Il modello di Economia Circolare, invece, mantiene i materiali e il valore in circolazione all’interno del sistema economico il più a lungo possibile: “dalla culla alla culla”.
In questo sistema, l’uso delle risorse e la produzione di rifiuti sono ridotti al minimo e quando un prodotto raggiunge la fine del suo ciclo di vita i suoi componenti sono riutilizzati più volte per creare ulteriore valore.

Questa scelta, se adottata oggi, può tradursi in un vantaggio competitivo nei modelli di produzione e consumo futuri, con un aumento delle opportunità commerciali e nella creazione di nuovi posti di lavoro che resteranno concentrati in Europa.

3 –  E’ CONVENIENTE

Più competitività e riduzione dei costi per le aziende europee

Il prezzo delle materie prime sta salendo, riciclare e recuperare diventa non solo necessario per l’ambiente, ma anche una scelta obbligata per una maggiore competitività.
Per questo l’obiettivo del nuovo pacchetto per l’Economia Circolare prevede che entro il 2030:

  • si ricicli il 65% dei rifiuti domestici e analoghi e il 75% dei rifiuti da imballaggio
  • si tratti in discarica non più del 10% di tutti i rifiuti prodotti

Insieme, queste azioni, determineranno un abbattimento dei costi manifatturieri delle aziende europee:

Il pacchetto contiene obiettivi di riciclo più ambiziosi per i materiali da imballaggio in carta, vetro, plastica, metalli e legno. La ragione è semplice: i prezzi delle materie prime stanno crescendo e rappresentano già più del 30% della struttura dei costi delle industrie manifatturiere europee. Incrementare gli obiettivi rappresenterà una vittoria nel lungo periodo, che farà risparmiare soldi alle industrie europee che usano materie prime secondarie.

 

Il trattamento dei rifiuti al centro dell’Economia Circolare: l’impegno di MACPRESSE

Il cuore di questo nuovo modello economico è quindi il “rifiuto”, che non è più uno scarto, ma un “valore” che rinasce grazie al processo circolare.

Per MACPRESSE questo valore si traduce in missione.

Per noi il termine “riduzione degli sprechi” è un concetto che abbraccia tutto il processo di gestione e produttivo: riduzione dei costi energetici e di manodopera, riduzione dei costi di trasporto e di approvvigionamento.

Di conseguenza, le nostre presse imballatrici ed i nostri impianti per il recupero e trattamento dei rifiuti sono stati progettati perché solo i materiali che non possono effettivamente essere riciclati finiscano in discarica.

Il nostro impegno si concretizza anche nella scelta di essere presenti agli eventi internazionali più importanti della Green Economy, fra questi, la Fiera Ecomondo di Rimini, in cui abbiamo avuto il piacere di presentare la nostra pressa MAC 122 XL in uno stand studiato per scoprire in modo dinamico e diretto i nostri principali prodotti.

 

Fonti:
Sito Conferenza di Parigi COP21
L’Europa punta con decisione all’economia circolare, Ecoscienza, numero 5, anno 2015
Euractiv.com
E’ giunto il momento che l’Europa passi a un’Economia Circolare,  Frans Timmermans, Repubblica.it

How we can make our economy circular and resource efficient? Infografica – Europa Environment Agency www.eea.europa.eu